Come gestire in modo efficace l’onboarding dei Developer in outsourcing

donna che entra da una porta raffigurante welcome

Che tu diriga una startup o un’azienda già avviata, prima o poi ti troverai ad aver bisogno di un maggiore supporto tecnologico.

In alcuni momenti della vita aziendale, si rende necessario ampliare per un periodo di tempo limitato (anche per pochi mesi) le risorse IT per portare a termine un determinato progetto.

Sviluppare il team interno può sembrare una scelta vincente perché garantisce un controllo maggiore del collaboratore e una comunicazione più efficiente.

Ampliare l’organico aziendale è però molto più costoso dell’ingaggio di uno o più sviluppatori in outsourcing.

Inoltre può accadere che in alcuni momenti della vita aziendale, si renda necessario ampliare per un periodo di tempo limitato (anche per pochi mesi) le risorse IT per portare a termine un determinato progetto.

Ecco perché sempre più aziende ricorrono alla collaborazione esterna.

Se stai pensando a integrare nella tua azienda una o più figure professionali in outsourcing è bene sfruttare al meglio il processo di onboarding.

Ti stai chiedendo come fare? In questo articolo ti darò alcuni spunti per rendere questa fase più efficace.

Pre-onboarding

Sebbene spesso si associa il concetto di onboarding all’inizio della collaborazione con il fornitore o freelance, il processo in realtà inizia prima di accogliere ufficialmente le risorse in outsourcing all’interno del progetto.

Proprio come nel caso dell’assunzione di un membro del team interno, per ridurre al minimo il rischio di incomprensioni che si possono verificare in seguito, è necessario prevedere una fase preparatoria di pre-onboarding.

Uno dei più importanti step da portare a termine durante il pre-onboarding è quello della gestione dei vari aspetti burocratici.

Assicurati di aver redatto un contratto che regoli tutte le fasi progettuali così da mitigare possibili punti di scontro con i tuoi collaboratori.

Un’altro aspetto da valutare attentamente è la scelta della tipologia contrattuale da applicare.

Onboarding da remoto

Questa è la vera propria fase del processo di onboarding delle risorse.

Di solito quando viene assunto un nuovo lavoratore in azienda si prevede una breve riunione con l’intento di presentare il nuovo membro del team al resto dell’azienda.

Allo stesso modo, per favorire un senso di unità, presenta le risorse in outsourcing ai tuoi collaboratori interni, in particolare quelli coinvolti nel progetto appena avviato.

In questo modo puoi fare affidamento sui tuoi dipendenti per trasmettere i valori della tua azienda, parlare del prodotto da sviluppare ed elaborare la migliore strategia comunicativa tra i due team (nei prossimi paragrafi approfondiremo questo aspetto).

Chiarisci le aspettative

Una volta terminate le presentazioni, è tempo di passare alla fase di introduzione al progetto e ai suoi obiettivi.

Proprio come faresti quando assumi uno sviluppatore in loco, fai sapere al team in outsourcing qual è la mission aziendale e come un determinato progetto supporterà il processo di raggiungimento degli obiettivi.

Inoltre è molto utile assegnare un supervisore di riferimento a cui comunicare l’andamento dei lavori e chiedere eventuali chiarimenti.

Attenzione però al fenomeno della microgestione: un controllo delle attività troppo invasivo da parte del coordinatore potrebbe rallentare il processo di sviluppo.

Comunicazione efficace

Strutturare una comunicazione efficace con le risorse in outsourcing è uno degli aspetti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi.

Definisci che tipo di informazioni devono essere comunicate, attraverso quale canale e quanto tempo potrebbe impiegare il team interno a rispondere alle e-mail in modo da evitare incomprensioni.

Trasmetti la logica aziendale

L’ultimo punto ma non per importanza è integrare il team remoto in outsourcing fornendo loro un’introduzione adeguata e approfondita al progetto su cui lavoreranno.

Concentrati sulla logica di business e sulle tecnologie adottate, ma non lasciare che altre informazioni importanti, come errori passati, lezioni apprese, sfide presenti e best practices siano tralasciate.

Conclusione

Per riassumere, l’onboarding è un processo complicato.

Non pensare che il processo si limita a presentarsi, firmare un contratto e lasciare che le risorse esterne facciano il lavoro assegnato.

In realtà, come avrai compreso richiede un’attenta pianificazione.

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